La Pantera che studia e lavora
A quando i comitati “Fermiamo il Fioroni (e la Bastico)”? (articolo da Liberazione")
Articolo pubblicato su "Liberazione" del 19-01-2007
Fioroni e la scuola-azienda: ovvero, il morattismo oltre Moratti
Non appagato dall’ultima circolare sulle iscrizioni, ove tutto il peggio della “riforma” Moratti è stato tranquillamente riconfermato, oggi il ministro Fioroni si è voluto superare sulla strada del morattismo oltre la Moratti, ossia dell’aziendalizzazione piena della scuola pubblica.
Durante il seminario di Caserta, ha invitato il governo a mettere le scuole pubbliche sullo stesso piano delle Fondazioni, facendo un’ulteriore passo verso la scuola-azienda. I singoli istituti dovrebbero gestire i fondi ad esse destinati esattamente come aziende private, costituendo un Comitato esecutivo di gestione che, insieme al dirigente scolastico, dovrebbe inglobare anche rappresentati delle imprese, degli enti locali e del terzo settore, incaricati di gestire autonomamente non solo il cosiddetto Fondo dell’istituzione ma anche “donazioni” o investimenti privati.
Moratti applaudirebbe, anche se l’ex-ministra non era mai arrivata a tanto nel delineare una scuola-azienda che agisce in competizione con le altre scuole e in dipendenza dai potentati economici e politici. Altro che “autonomia”! Come abbiamo ripetuto sempre in questi anni, incentivando e organizzando la lotta contro la “riforma” Moratti, sia la sedicente “autonomia” sia i Fondi di istituto, oltre ad aver introdotto nella scuola gerarchizzazioni, competizioni economiche, clientelismo e corruzione, intorno a “progettifici” inutili e dannosi, sono il cavallo di Troia di un progetto, che parte da Berlinguer, di trasformazione della scuola pubblica in luogo aziendale finalizzato a fare profitto grazie ad un’istruzione ridotta a merce.
Con l’aggravante, rispetto al periodo morattiano, che oggi Fioroni può gestire la linea aziendalistica contando sull’”amicizia” dei sindacati concertativi, che accettano oggi da lui quanto, per motivi politici, dovevano rifiutare quando al governo e al ministero c’era il centrodestra. No alla scuola-azienda, no ai Comitati di gestione aziendale, distribuiamo in forma egualitaria i Fondi di istituto, abroghiamo la “riforma” Moratti.
Comunicato-stampa La Circolare sugli organici dei docenti.
La corsa del ministro Fioroni a divenire più morattiano di Moratti ha ricevuto nuovo impulso dalla circolare di oggi sugli organici dei docenti per il prossimo anno. Dopo aver aumentato i finanziamenti alla scuola privata rispetto all’era berlusconiana, aver dato alle scuole lo statuto di Fondazioni aziendalistiche, evitato di aprire finanche le trattative per il contratto di docenti ed Ata scaduto da 14 mesi (con Moratti almeno le trattative a quell’epoca erano iniziate), con la circolare di oggi Fioroni conferma le nostre anticipazioni e si piazza davanti a Moratti anche nella classifica degli ammazza-docenti (e ammazza-ATA). Ben 14.200 posti di lavoro spariranno per gli insegnanti, a cui prossimamente si aggiungeranno i tagli previsti tra gli ATA, intorno alle 7 mila unità. Per la verità anche Moratti aveva operato tagli analoghi ma ciò che consegna a Fioroni la palma di Mani-di-Forbice è il fatto che il numero degli alunni/e il prossimo anno aumenterà di 28 mila unità e i pensionamenti, solo tra i docenti, saliranno addirittura a 50 mila, record storico, quasi il doppio dello scorso anno.
Questo è il premio che il governo Prodi e la sua Finanziaria, che doveva far “piangere i ricchi”, danno a quel “popolo della scuola pubblica” che, dopo aver tanto lottato contro la politica morattiana di immiserimento della scuola e la privatizzazione/aziendalizzazione dell’istruzione, aveva poi votato in massa il centrosinistra, fidandosi delle promesse prodiane di riqualificazione della scuola pubblica.
Non è il caso che tale “popolo” si liberi finalmente dalla “sindrome del governo amico” e si faccia sentire in piazza almeno quanto fece durante il morattismo?
Dopo i tagli delle classi e degli organici, dopo la conferma sostanziale e formale della riforma Moratti, dopo gli attacchi sempre più scomposti che il Ministro della Pubblica (!) Istruzione Fioroni conduce contro gli insegnanti della scuola, adesso si va profilando una vera e propria emergenza immediata, che colpisce nuovamente e duramente i precari e mette in ginocchio le scuole di tutto il paese rischiando di rendere impossibile il regolare svolgimento delle attività didattiche.
L’emergenza è rappresentata dai tagli alle risorse per le supplenze brevi previsti dalla Finanziaria e regolati dal DM 21/2007, che introduce il finanziamento diretto alle scuole. Con questa operazione i bilanci delle scuole sono stati decurtati del 20%. Ma è proprio il caso di dire “Oltre il danno la beffa” : il Ministero di Padoa Schioppa ha infatti stanziato la prima tranche su un capitolo di bilancio sbagliato. In attesa della Circolare applicativa che presenterà correzioni e elementi esplicativi ulteriori, la situazione nelle scuole è di profondo allarme sia per quanto riguarda il diritto dei lavoratori ad essere retribuiti sia per quel che riguarda il diritto degli studenti ad avere un servizio di istruzione adeguato e di qualità.
Il Ministero assicura che la dotazione per le supplenze arriverà con una prima rata (ma in realtà fino a giugno alle scuole non arriverà neanche un soldo!) e poi con rate successive, dopo monitoraggi effettuati tramite le scuole stesse. Le assegnazioni dovranno comunque tener conto dei limiti di stanziamento del bilancio, e si potranno effettuare gli stanziamenti disponibili con una distribuzione sulla base di una “negoziazione” tra Ministero e dirigenti degli Uffici Scolastici Regionali. Come a dire che riceveranno più finanziamenti quelle regioni che hanno maggiore potere contrattuale (“negoziale”), e c’è da stare certi che le regioni più penalizzate saranno quelle che versano in condizioni più disastrate.
Già in molte scuole italiane i supplenti chiamati non vengono retribuiti da mesi; in altre i Dirigenti Scolastici stanno adottando la strategia di non chiamare supplenze per molti giorni, con gravissimi disagi soprattutto negli Istituti Comprensivi, nelle scuole materne, elementari e medie. La situazione si aggraverà ulteriormente nelle prossime settimane, ed è certo che se non si adotteranno misure concordate tra le scuole e con le organizzazioni dei lavoratori/trici, ma anche iniziative promosse dai genitori, la situazione precipiterà drammaticamente.
La responsabilità di questa situazione caotica è soprattutto del ministro Fioroni, ma anche del governo che se ne lava le mani. È inutile che si ripresenti il solito gioco del ministro cattivo e del ministro buono: Fioroni chiede risorse, ma Padoa Schioppa tira i cordoni della borsa. In realtà Fioroni condivide fino in fondo la politica di tagli alla scuola pubblica (in tre anni sono previsti risparmi/tagli di 3 miliardi e 200milioni di euro), che va a incidere sulla carne viva degli studenti, degli insegnanti, dei precari e di tutti i lavoratori della scuola.
E comunque non si possono violare le normative sulle supplenze e i contratti stipulati con i precari :
I supplenti vanno chiamati e regolarmente pagati
Il diritto all’istruzione va garantito
L’attività didattica non può essere scardinata
Occorre che all’interno delle scuole si prendano iniziative adeguate (assemblee del personale indette dalle RSU, assemblee con genitori ecc.) per denunciare con forza questa grave situazione e questo pesante attacco al diritto all’istruzione ed ai diritti dei lavoratori della scuola.