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mercoledì, 27 febbraio 2008

Sulle pagine di Tuttoscuola l'ex sottosegretario Valentina Aprea tranquillizza i precari delle graduatorie permanenti sulla politica del centrodestra relativamente al nuovo reclutamento dei docenti. Qualche appunto sul nuovo reclutamento

Qualche giorno fa sul sito di Vincenzo Brancatisano è apparso un articolo che titolava "... disastro della scuola italiana «Colpa delle graduatorie dei precari»"
Nell'articolo si ventilava una rivisitazione dell'arruolamento e dello stato giuridico dei docenti. Non è mancato il comunicato di alcuni comitati dei docenti precari che hanno visto nelle affermazioni dell'Aprea "la cancellazione delle attuali Graduatorie ad Esaurimento e la chiamata diretta da parte dei presidi"

L'Aprea ieri ha chiarito quali sono gli obiettivi sul reclutamento

  • garanzie per le assunzioni programmate dal centrosinistra sul 100% dei posti
  • 50% riservato alle graduatorie ad esaurimento per il futuro reclutamento (come già programmato nell'abolito articolo V della riforma Moratti)
  • formazione universitaria, praticantato, albo regionale e concorsi d'istituto per un nuovo reclutamento docenti

Non manca la sferzata politica nelle affermazioni dell'Aprea, la quale ricorda che ad abolire le graduatorie permanenti era stata la sinistra

postato da: panteraclassica alle ore 10:31 | link | commenti
categorie: scuola, fioroni, precariato, ssis, pietro folena, ge , elezioni 08, aprea
martedì, 26 febbraio 2008

Aprea: i diritti acquisiti saranno rispettati


"Le graduatorie permanenti andranno ad esaurimento per il 50% dei posti disponibili e vacanti, come gia' previsto dal decreto 227 della riforma Moratti mentre l'emergenza del nuovo reclutamento impone alla classe politica di ripensare nuove modalita' di formazione iniziale e di reclutamento per il restante 50%".

Così Valentina Aprea, ex sottosegretario e responsabile scuola di Forza Italia, rassicura i coordinamenti dei precari, che a suo avviso non hanno "nulla da temere rispetto alle assunzioni gia' programmate e per quelle future che hanno a che fare con il 50 % dei posti bloccati dai diritti acquisti".

Sul restante 50% invece occorre approfondire le molte ipotesi che vengono presentate e discusse in materia di formazione iniziale di tipo universitario, praticantato nelle scuole, albo regionale dei docenti abilitati e concorso d'istituto per il reclutamento. Ipotesi che riguarderanno i giovani laureati che sceglieranno di insegnare.

Secondo Aprea "è stato il ministro Fioroni che, al contrario, ha previsto l'azzeramento delle graduatorie poi trasformate in graduatorie ad esaurimento". Ma "noi conosciamo bene la scuola -ha concluso Aprea- e le nostre proposte saranno sempre responsabili e compatibili con le situazioni pregresse anche quando, come nel caso dei precari, parlano di confusione amministrativa e di aspettative tradite nei confronti degli aventi diritto".
tuttoscuola.com martedì 26 febbraio 2008
_________________
http://precarisalerno.forumup.it/

postato da: panteraclassica alle ore 20:37 | link | commenti
categorie: scuola, fioroni, precariato, ssis, assunzioni, elezioni 08, aprea
lunedì, 25 febbraio 2008

Di Vincenzo Brancatisano

 

24 FEBBRAIO 2008 – Dice di aver chiesto a Brunetta e Tremonti, incaricati di redigere il programma del Pdl, di riservare una particolare attenzione alla scuola e alla qualità degli apprendimenti, in caduta libera stando agli ultimi risultati dell’indagine Ocse-Pisa. Valentina Aprea, già sottosegretaria all’Istruzione del governo Berlusconi, precisa poi che le nuove norme sulla scuola del nuovo governo Berlusconi, se la destra andrà al potere, dovranno puntare sulla necessità di garantire ai ragazzi «solide conoscenze e solide competenze certificate, a partire dalla lingua inglese, dalla matematica e dalle scienze». Argomentando come se il suo Berlusconi non avesse mai regnato in Italia con una maggioranza tanto ampia da avergli potuto consentire di rivoluzionare la scuola, Aprea e altri esponenti di Forza Italia si dicono preoccupati tanto dell’ignoranza scolastica (esorcizzata con la considerazione che «al Sud si sta peggio che al Nord anche se i dati fanno media nazionale») quanto della scarsa attitudine della classe insegnante a sottoporsi a valutazione. Già, gli insegnanti e la loro formazione, una vera tragedia. Spiega: «Abbiamo bisogno di intervenire sugli apprendimenti e dunque sugli insegnanti e per questo abbiamo chiesto (sempre a Brunetta e Tremonti) di predisporre l’introduzione degli albi professionali dei docenti e noi lavoreremo per raggiungere questo obiettivo». Non se ne può più di «insegnanti pedofili riammessi a scuola, di maestre che tagliano la lingua ai bambini, di professoresse frustrate che vogliono fare sesso con i propri studenti». Il Pdl si batterà invece «per una rigorosa valutazione di docenti e dirigenti». E ancora: «Ci sono insegnanti – precisa – che sono passati di ruolo dopo avere accumultato punti in graduatorie burocratiche (“una supplenza non si nega mai a nessuno”) e che non conoscono la valutazione». Il problema esposto da Aprea potrebbe anche serio e reale. Peccato che pur essendo al governo con una maggioranza straordinariamente blindata, Aprea e compagni (rectius: “care amiche e cari amici”) non siano riusciti a migliorare la qualità dei nuovi entrati in ruolo se non per quel poco dovuto all’interessante trovata del punteggio di montagna che ha riconosciuto il doppio del merito (contro la volontà di Valentina Aprea, sia chiaro) a chi avesse insegnato su cattedre d’altura. E quando al termine del suo intervento decreterà che «la carriera dei docenti dovrà fondarsi sulla loro valutazione», tanto che ben presto «si guadagnerà di più se si meriterà di più», qualcuno sarà curioso di sapere se la propria residenza sopra i 150 metri sul livello del mare o la bassa densità della nebbia che avvolge la propria scuola potranno in qualche modo danneggiare una futura carriera. La carriera. «Riscriveremo lo stato giuridico dei docenti e modificheremo le classi di concorso», tiene duro Valentina Aprea, preoccupata però di non riuscire a farlo in tempo utile per evitare alle giovani generazioni il pericolo di ricevere una formazione “da anni ‘50”: «Urge metterci le mani – attacca – prima che vadano in pensione nei prossimi anni migliaia di docenti». Sarebbe come dire: prima che il loro posto sia preso da migliaia di precari titolari di vecchie classi di concorso? Chissà. E ancora. «Siamo per l’abolizione del valore legale del titolo di studio», fa sapere al popolo azzurro dai capelli piuttosto grigi al quale ha promesso che «i finanziamenti pubblici alle scuole dovranno seguire le indicazioni delle famiglie». Naturalmente dopo che queste ultime avranno riconquistato «la libertà di scelta», notoriamente conculcata, di questa o quella tra le tante scuole, che «saranno trasformate in fondazioni». Ora che il fascismo ha traslocato dalla Casa delle Libertà, è possibile togliersi un sassolino, davanti alla platea del Palazzo dei Congressi di Carpi. «Siamo l’unico Paese al mondo – si scandalizza Aprea – in cui i temi della maturità sono decisi dal ministro o dal ministero. Questa è una norma fascista contro cui io mi batterò. Un tempo, almeno, era Gentile a farlo ma, almeno, lui ci capiva». Sapete invece «che ci sono 100 ispettori del ministero che per un anno intero non fanno altro che occuparsi delle prove degli esami di Stato? E che prove, visto che poi vengono fuori dei capolavori…». E perché non li ha dirottati verso qualche altro incarico quando era al governo? Aprea ribadisce infine, giusto per tornare al titolo del convegno (“A scuola senza competenze?”) e alle serie preoccupazioni che evoca, come solo una parte «dei docenti di matematica è in possesso della laurea in matematica, pensate che ci sono laureati in sociologia che insegnano matematica…». Problema serio, molto serio, questo, che riguarda anche altre discipline. Si batta almeno, Valentina, per abolire la norma con la quale l’ultima legge finanziaria ha rilanciato i corsi di riconversione di insegnanti perdenti posto. Quanto meno lo faccia sapere a Brunetta e Tremonti (se siamo ancora in tempo).

 

postato da: panteraclassica alle ore 20:10 | link | commenti
categorie: scuola, fioroni, precariato, ssis, assunzioni, elezioni 08
giovedì, 14 febbraio 2008

Più merito per pagare i prof e meno ore in classe

Forza Italia e Alleanza nazionale mettono giù le carte in vista del programma elettorale del Pdl

Tempo di voto, tempo di programmi. Iniziamo oggi a rendere conto dei punti programmatici chiave, su scuola, formazione e università, dei partiti che andranno alla sfida delle politiche di aprile.
Tocca a Forza Italia e Alleanza nazionale. Due programmi molto simili anche se ancora distinti che andranno poi a confluire nel piano unico del nascente Pdl, il Popolo della libertà. Tre le parole chiave: merito, autogoverno, apprendimento.

«Innanzitutto va ripreso lì dove era stato interrotto il processo riformatore avviato dal governo Berlusconi», chiarisce Valentina Aprea, responsabile dipartimento scuola e formazione di Forza Italia. Sottosegretario all'istruzione con il ministro Letizia Moratti, oggi deputata, l'Aprea scalda i muscoli per le prossime elezioni. E guarda ovviamente al mondo della scuola, «che ha bisogno di riconquistare la sua dignità».

Il piano di Forza Italia riparte dal tema della decentralizzazione: rendere le scuole più autonome, fino alla scelta degli insegnanti da albi professionali regionali. Ma anche scuole più responsabili attraverso processi interni di accountability e processi esterni di valutazione circa la qualità complessiva degli istituti e dei singoli attori dell'istruzione, ovvero i dirigenti e gli insegnanti. «La sussidiarietà diventa la stella polare di questo cambiamento». E poi il tema della qualità dell'istruzione, «che è fondata sulla qualità della preparazione e della condizione dei docenti», spiega l'Aprea, «e da cui dipendono anche i risultati degli studenti, pessimi quelli italiani secondo gli ultime rilevazioni Ocse. Da noi, per colpa di una politica del personale basata sui concorsi burocratici, su infinite graduatorie di precari e bassi stipendi e scarsa produttività, si è realizzato un mix estremamente negativo». Meno del 20% degli insegnanti che insegna matematica nelle scuole medie, per esempio, è laureato in matematica, insegnano perfino quelli con la laurea in sociologia. «Serve un nuovo meccanismo di reclutamento, ripristinando il decreto n. 227/05, che Fioroni ha abrogato».

Sottolinea il valore di svolta del merito, Giuseppe Valditara, senatore, responsabile scuola e università di Alleanza nazionale. «Occorre fissare un principio fondamentale, una autentica svolta nella concezione della pubblica amministrazione in Italia: aumenti significativi di stipendio devono essere legati al merito. La demagogia sessantottina ha spazzato via l'istituto del merito distinto. Si devono pagare di più gli insegnanti sulla base della preparazione e dell'impegno», attacca Valditara.
«Negli ultimi 40 anni si è affermata l'idea che la scuola debba servire innanzitutto a trovare posti di lavoro, a risolvere la disoccupazione intellettuale. Bisogna voltare pagina una volta per tutte: la scuola deve servire unicamente a dare una preparazione adeguata ai nostri giovani». Rispunta dunque la necessità di rivedere le modalità di reclutamento degli insegnanti. «Le migliori esperienze internazionali dimostrano che la selezione va fatta già a livello universitario con un numero programmato di accessi alla laurea specialistica per l'insegnamento sulla base dei posti da coprire in quella regione. Ai concorsi successivi per l'abilitazione alla docenza parteciperanno dunque solo i migliori dei corsi universitari», spiega il senatore di An.

Nel mirino anche le ore di lezione. «In Italia ci sono troppe ore di lezioni frontali. I dati internazionali premiano proprio quei modelli scolastici in cui si punta sulla qualità piuttosto che sulla quantità». Sui programmi di studio, Fi e An puntano ad abbandonare decenni di «spontaneismo espressivo» per uno studio più serio delle materie che servono. Che ricomprendano anche le discipline di nuova ispirazione, come la tecnologia. Le tre I morattiane al momento non sono ancora rispuntate.

Alessandra Ricciardi
sabato, 02 febbraio 2008

Cosa rischia di naufragare dei piani avviati per famiglie e docenti
Il punto sui prossimi mesi con il viceministro Bastico. Allarme precari

Carolibri, tempo pieno, assunzioni
La scuola e l'incubo della crisi

di SALVO INTRAVAIA


<B>Carolibri, tempo pieno, assunzioni<br>La scuola e l'incubo della crisi</B>
Assunzioni a rischio, "sezioni primavera" in pericolo e tempo pieno di nuovo in salita. E ancora. Nessun limite di spesa per i libri del superiore, riforma degli istituti tecnici e professionali al palo, corsi di recupero in Italiano e Matematica alla scuola media in alto mare e incubo Tarsu (la tassa sui rifiuti) che torna a colpire le casse delle scuole. In questi giorni di crisi politica, la scuola italiana sta vivendo momenti di confusione. Per alcuni di angoscia. Tra riforme completate, avviate o solo annunciate cosa cambia nel mondo dell'istruzione nostrana con la crisi politica?

Due le prospettive: un governo guidato dal presidente del Senato, Franco Marini, con il compito di varare la riforma elettorale prima dei referendum o le elezioni anticipate. Di tutto quello che in 20 mesi ha messo in cantiere il governo Prodi per la scuola cosa ne sarà? A fare il punto della situazione ci aiuta Mariangela Bastico, vice ministro della Pubblica istruzione.

Piano triennale immissioni in ruolo. Che fine faranno le 120 mila assunzioni che il governo Prodi avrebbe dovuto disporre nel 2008 e nel 2009? E' forse uno dei temi che sta più a cuore ai 220 mila precari della scuola in attesa da anni di una sistemazione. Dopo le 60 mila immissioni in ruolo effettuate nel 2007, tutti se ne aspettavano altrettante per quest'anno. Ma non è detto che ci saranno. "Essendo già previste dalla Finanziaria del 2007, anche un governo guidato dal presidente Marini potrebbe autorizzarle", spiega la Bastico. Stesso discorso se si dovesse andare alle elezioni anticipate col governo Prodi in carica per "l'ordinaria amministrazione". E se per le 60 mila assunzioni relative al 2008 procedendo in tutta fretta non tutte le speranze sono perdute "quelle del 2009 - aggiunge il viceministro - saranno di competenza del nuovo governo". Insomma, nessuna certezza.
       
Stabilizzazione organici di sostegno. La crisi politica rischia di infrangere il sogno di migliaia di precari di sostegno. "Si tratta di una situazione piuttosto complessa", ammette la Bastico. La Finanziaria 2008 ha previsto la stabilizzazione, leggasi assunzione, in tre anni del 70 per cento degli attuali insegnanti di sostegno: qualcosa come 15 mila assunzioni di cui la scuola ha bisogno per dare continuità didattica agli alunni più deboli. A questo punto, tutto resta sub judice.

Tempo pieno, sostegno ai disabili e integrazione dei minori stranieri. Il rilancio del tempo pieno (dalle 8 alle 16) alla scuola elementare, così come il maggiore impulso al sostegno dei disabili e all'integrazione dei minori stranieri sono contenuti in un piano triennale. "A prescindere dai finanziamenti - spiega l'inquilina di viale Trastevere - era tutto predisposto in una logica di piano triennale con il coinvolgimento degli enti locali. A questo punto si può pensare solo all'anno in corso".

Sezioni Primavera. Rischia di naufragare una delle esperienze più innovative nel campo della scuola avanzate dal governo Prodi. "Anche questo è un argomento delicatissimo: per il 2008 abbiamo stanziato 20 milioni di euro, ma occorre la collaborazione degli enti locali", dice la Bastico. La possibilità che hanno avuto nel 2007/2008 le famiglie di 22 mila bambini di età compresa fra i 24 e i 36 mesi, in quanto sperimentale, potrebbe interrompersi.

Reclutamento docenti e dirigenti scolastici. "Alcune innovazioni sul reclutamento dei dirigenti scolastici erano contenute nel disegno di legge Norme urgenti che doveva andare al Senato", spiega il vice di Fioroni. Resta, invece, in alto mare l'annosa questione del reclutamento degli insegnanti. Per avere prof più giovani e preparati occorrerà aspettare.

Corsi di recupero alla media. Dopo la recente debacle evidenziata dall'indagine Ocse-Pisa 2006 il ministro ha annunciato l'attivazione di corsi di sostegno per i ragazzini della prima media in Italiano e Matematica. Una sperimentazione che con tutta probabilità salterà.

Tetti di spesa per i libri di testo al superiore. E' forse uno dei provvedimenti più attesi dalle famiglie che fra pochi mesi saranno sottoposti all'annuale "salasso". Il ministero stava predisponendo un decreto che fissa i tetti di spesa alla scuola superiore. Spesa per l'intera dotazione libraria che quest'anno per una prima classe ha toccato quota 700 euro. Ma del provvedimento ancora non c'è traccia.

Tarsu. Dopo una lunghissima battaglia, dirigenti scolastici e segretari, erano (quasi) riusciti a ottenere lo sgravio di una tassa che pesa moltissimo sui bilanci scolastici. Nel Ddl "norme urgenti" per la tassa sui rifiuti 2008 è previsto un finanziamento diretto ai comuni da parte dello stato e un regime forfetario per pagare il pauroso debito pregresso accumulato dalle scuole. Con lo scioglimento delle Camere le scuole saranno costrette a mettere mani al portafogli.

Edilizia scolastica. "I 100 milioni - fa sapere la Bastico - relativi al 2008 saranno probabilmente erogati. Quelli del 2009 saranno di competenza del prossimo governo".

Riforme a metà. Resta in mezzo al guado la riforma per il potenziamento degli istituti tecnici e professionali, richiesta a gran voce dagli industriali. Così come i cosiddetti Poli tecnico-professionali che dovrebbero attivare gli enti locali. Stesso discorso sul longlife learning (apprendimento lungo tutto l'arco della vita) fortemente richiesto dall'Ue e, anche se un po' più avanti, la riorganizzazione dell'Istruzione degli adulti e dell'Istruzione e formazione tecnica superiore (l'ex Ifts).

In vigore. Definitivamente approvate le norme sugli esami di stato, quelle sul recupero dei debiti (i cosiddetti esami di riparazione), le Nuove indicazioni nazionali per il primo ciclo di istruzione (scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado), lo snellimento delle sanzioni disciplinari per il personale della scuola e l'elevamento dell'obbligo di istruzione a 16 anni.

Il giudizio. "La scuola - commenta il viceministro, Mariangela Bastico - ha bisogno di tempi lunghi e non è possibile pensare a continui stop and go. Personalmente credo che l'intero pacchetto di riforme avviate debba andare a compimento per ridare serenità alla scuola. Ma sono fortemente preoccupata per eventuali sterzate che danneggerebbero, oltre che il personale, prima di tutto gli alunni e le famiglie".
(2 febbraio 2008)
postato da: panteraclassica alle ore 21:04 | link | commenti
categorie: scuola, fioroni, precariato, assunzioni