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mercoledì, 27 febbraio 2008

Sulle pagine di Tuttoscuola l'ex sottosegretario Valentina Aprea tranquillizza i precari delle graduatorie permanenti sulla politica del centrodestra relativamente al nuovo reclutamento dei docenti. Qualche appunto sul nuovo reclutamento

Qualche giorno fa sul sito di Vincenzo Brancatisano è apparso un articolo che titolava "... disastro della scuola italiana «Colpa delle graduatorie dei precari»"
Nell'articolo si ventilava una rivisitazione dell'arruolamento e dello stato giuridico dei docenti. Non è mancato il comunicato di alcuni comitati dei docenti precari che hanno visto nelle affermazioni dell'Aprea "la cancellazione delle attuali Graduatorie ad Esaurimento e la chiamata diretta da parte dei presidi"

L'Aprea ieri ha chiarito quali sono gli obiettivi sul reclutamento

  • garanzie per le assunzioni programmate dal centrosinistra sul 100% dei posti
  • 50% riservato alle graduatorie ad esaurimento per il futuro reclutamento (come già programmato nell'abolito articolo V della riforma Moratti)
  • formazione universitaria, praticantato, albo regionale e concorsi d'istituto per un nuovo reclutamento docenti

Non manca la sferzata politica nelle affermazioni dell'Aprea, la quale ricorda che ad abolire le graduatorie permanenti era stata la sinistra

postato da: panteraclassica alle ore 10:31 | link | commenti
categorie: scuola, fioroni, precariato, ssis, pietro folena, ge , elezioni 08, aprea
giovedì, 14 febbraio 2008

Più merito per pagare i prof e meno ore in classe

Forza Italia e Alleanza nazionale mettono giù le carte in vista del programma elettorale del Pdl

Tempo di voto, tempo di programmi. Iniziamo oggi a rendere conto dei punti programmatici chiave, su scuola, formazione e università, dei partiti che andranno alla sfida delle politiche di aprile.
Tocca a Forza Italia e Alleanza nazionale. Due programmi molto simili anche se ancora distinti che andranno poi a confluire nel piano unico del nascente Pdl, il Popolo della libertà. Tre le parole chiave: merito, autogoverno, apprendimento.

«Innanzitutto va ripreso lì dove era stato interrotto il processo riformatore avviato dal governo Berlusconi», chiarisce Valentina Aprea, responsabile dipartimento scuola e formazione di Forza Italia. Sottosegretario all'istruzione con il ministro Letizia Moratti, oggi deputata, l'Aprea scalda i muscoli per le prossime elezioni. E guarda ovviamente al mondo della scuola, «che ha bisogno di riconquistare la sua dignità».

Il piano di Forza Italia riparte dal tema della decentralizzazione: rendere le scuole più autonome, fino alla scelta degli insegnanti da albi professionali regionali. Ma anche scuole più responsabili attraverso processi interni di accountability e processi esterni di valutazione circa la qualità complessiva degli istituti e dei singoli attori dell'istruzione, ovvero i dirigenti e gli insegnanti. «La sussidiarietà diventa la stella polare di questo cambiamento». E poi il tema della qualità dell'istruzione, «che è fondata sulla qualità della preparazione e della condizione dei docenti», spiega l'Aprea, «e da cui dipendono anche i risultati degli studenti, pessimi quelli italiani secondo gli ultime rilevazioni Ocse. Da noi, per colpa di una politica del personale basata sui concorsi burocratici, su infinite graduatorie di precari e bassi stipendi e scarsa produttività, si è realizzato un mix estremamente negativo». Meno del 20% degli insegnanti che insegna matematica nelle scuole medie, per esempio, è laureato in matematica, insegnano perfino quelli con la laurea in sociologia. «Serve un nuovo meccanismo di reclutamento, ripristinando il decreto n. 227/05, che Fioroni ha abrogato».

Sottolinea il valore di svolta del merito, Giuseppe Valditara, senatore, responsabile scuola e università di Alleanza nazionale. «Occorre fissare un principio fondamentale, una autentica svolta nella concezione della pubblica amministrazione in Italia: aumenti significativi di stipendio devono essere legati al merito. La demagogia sessantottina ha spazzato via l'istituto del merito distinto. Si devono pagare di più gli insegnanti sulla base della preparazione e dell'impegno», attacca Valditara.
«Negli ultimi 40 anni si è affermata l'idea che la scuola debba servire innanzitutto a trovare posti di lavoro, a risolvere la disoccupazione intellettuale. Bisogna voltare pagina una volta per tutte: la scuola deve servire unicamente a dare una preparazione adeguata ai nostri giovani». Rispunta dunque la necessità di rivedere le modalità di reclutamento degli insegnanti. «Le migliori esperienze internazionali dimostrano che la selezione va fatta già a livello universitario con un numero programmato di accessi alla laurea specialistica per l'insegnamento sulla base dei posti da coprire in quella regione. Ai concorsi successivi per l'abilitazione alla docenza parteciperanno dunque solo i migliori dei corsi universitari», spiega il senatore di An.

Nel mirino anche le ore di lezione. «In Italia ci sono troppe ore di lezioni frontali. I dati internazionali premiano proprio quei modelli scolastici in cui si punta sulla qualità piuttosto che sulla quantità». Sui programmi di studio, Fi e An puntano ad abbandonare decenni di «spontaneismo espressivo» per uno studio più serio delle materie che servono. Che ricomprendano anche le discipline di nuova ispirazione, come la tecnologia. Le tre I morattiane al momento non sono ancora rispuntate.

Alessandra Ricciardi
giovedì, 30 novembre 2006

grazie pietro folena

FINANZIARIA/SCUOLA. FOLENA: "SODDISFAZIONE PER ACCORDO SU PRECARI"

"Siamo soddisfatti per l'accordo raggiunto in Senato sul mantenimento delle graduatorie dei precari della scuola". Lo afferma Pietro Folena, presidente della Commissione cultura della Camera e deputato di Rifondazione comunista-Sinistra Europea.

"L'accordo riprende i contenuti dell'emendamento alla Finanziaria che tutta la maggioranza aveva concordato già alla Camera, poi inspiegabilmente non introdotto nel maxiemendamento del governo.

Finalmente una vicenda dolorosa, che aveva gettato nella disperazione decine di migliaia di insegnanti, sembra concludersi positivamente.

Le graduatorie vengono chiuse ma rimarranno fino al loro esaurimento, tutelando al contempo il diritto ad inserirsi di coloro che stanno frequentando le scuole di specializzazione.

Così circa 100mila persone non vedranno cancellati i loro diritti legittimi. E' una battaglia che Rifondazione Comunista-Sinistra Europea ma anche la presidenza e tutto il resto della maggioranza della commissione cultura aveva particolarmente a cuore.

Ora vigileremo perché l'accordo raggiunto sia portato avanti fino all'approvazione definitiva della legge finanziaria.

Poi si potrà procedere, con maggiore serenità, a studiare il nuovo sistema di reclutamento che non riproduca più il meccanismo del precariato."

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GUIDO IODICE
postato da: panteraclassica alle ore 17:45 | link | commenti (3)
categorie: pietro folena