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venerdì, 19 gennaio 2007

vicenza lo sa

la guerra nella Yugoslavia è un problema non risolto della sinistra italiana. seguite la Pantera  non il lavapentole di torino.

A Montecitorio il sit-in dei Comitati
Mussi: "Questione è ancora aperta"

Marini deciso: "L'impegno era stato preso e i patti vanno rispettati"


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I manifestanti a Roma

ROMA - La "non opposizione" di Romano Prodi all'ampliamento della base Usa di Vicenza continua a tenere in fibrillazione l'Unione e ad animare polemiche. A Roma circa cento persone, rappresentanti dei Comitati, si sono radunate davanti a Montecitorio, per l'annunciato sit-in di protesta. Intanto, parla il presidente del Senato Franco Marini: "C'è un impegno del governo precedente, non è che cambiando il governo cancelliamo pure gli impegni del nostro Paese dentro un'alleanza". Nella maggioranza è ancora polemica aperta. "Sulla decisione si può tornare indietro", dice il capogruppo di Prc alla Camera Gennaro Migliore. Il senatore dei Verdi, Natale Ripamonti, ricorda che il programma dell'Unione "non prevede l'ampliamento delle servitù militari, quindi la decisione del governo è incomprensibile". Il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, si dice "in dissenso con la decisione di Prodi", osserva che "sarebbe opportuno che il comune di Vicenza indicesse un referendum, e se la popolazione dovesse esprimersi contro la base Usa chiederei di riconsiderare tale decisione".
Ma in serata è arrivata una presa di posizione del ministro Mussi, che testimonia la difficoltà in cui si dibattono la maggioranza e il governo: "Certo, bisogna decidere, ma dire che Vicenza sia un caso chiuso" non è corretto: "La discussione - dice Mussi - è ancora aperta". E il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio torna a chiedere ad Amato: "Si faccia un referendum".


I prossimi 25 e 26 gennaio, la commissione Difesa del Senato effettuerà una visita conoscitiva presso la base americana. Il presidente della Commissione, Sergio De Gregorio, si dice "convinto che il governo Prodi avesse il dovere di ribadire la propria adesione". E il 17 febbraio si terrà a Vicenza il corteo nazionale promosso dal Comitato Dal Molin: lo ha annunciato Marco Palma dell'assemblea permanente: "Sarà un corteo nazionale aperto a tutte le realtà: sindacati, associazioni e tutti coloro che vorranno partecipare".

La manifestazione romana è iniziata intorno alle 16 e si è conclusa circa due ore dopo. Una inziativa "non solo contro l'allargamento del Dal Molin - spiegano i rappresentanti dell'Assemblea permanente - ma anche contro questo governo che dovrà pagare un prezzo molto alto per questa decisione. Ai parlamentari che non la condividono, chiediamo di auto-sospendersi".

Davanti a Montecitorio, bandiere dei Cobas e di Rifondazione comunista, striscioni con gli slogan "Governo Prodi, vergogna", "Via le basi Usa e Nato dall'Italia", "No alla base Usa, fare come in Val Susa". "Andremo avanti fino in fondo - insistono dai Comitati - e impediremo la costruzione della base con ogni mezzo".

In piazza anche Marco Rizzo, dei Comunisti italiani, che chiede a Prodi di fare marcia indietro: "E' un problema di sovranità nazionale, di lotta contro la guerra. C'è da sperare che il governo cambi rotta. Dopo la Finanziaria e l'Afghanistan - continua Rizzo - adesso le pensioni e la base Usa, questtima legata al proseguimento della 'guerra preventiva'. Arrivano soldati, mica 2.800 turisti". Oltre a Rizzo, presenti al sit-in anche Elettra Deiana, Lidia Menapace e Giovanni Russo Spena (tutti Prc), e Marco Ferrando del Pcl, il Partito comunista dei lavoratori.

In programma, a stretto giro, altre iniziative. Il presidio indetto per domani a Bologna potrebbe arrivare fin sotto l'abitazione di Romano Prodi. In piazza Re Enzo, alle 15, dovrebbero arrivare anche rappresentanti della comunità vicentina che si oppone alla base "e con loro decideremo se portare la manifestazione fin sotto la casa di Prodi", spiegano Massimo Betti delle Rdb e Diego Negri, del comitato "Disarmiamoli" che ha promosso il sit-in di domani. E sempre domani, alle 15.30, in piazza Cordusio a Milano, i Verdi chiederanno al governo e al Comune di Vicenza "di ripensare alla decisone di concedere l'ampliamento della base". Lo comunica Carlo Monguzzi, presidente dei Verdi di Milano.

(19 gennaio 2007)

 
postato da: panteraclassica alle ore 20:48 | link | commenti (3)
categorie: vicenza